Portare il proprio cane in vacanza è un’esperienza bellissima, ma girano ancora molte convinzioni errate su come gestirlo durante i viaggi o al mare. Facciamo un po’ di chiarezza insieme!
 “Tutti i cani sanno nuotare e amano l’acqua fin da subito”
❌ Falso! Non tutti i cani sono nuotatori provetti o amano fare il bagno. Forzare un cane ad entrare in acqua quando ha paura o non è pronto può causare un forte trauma e generare una vera e propria fobia. L’approccio al mare o al lago deve essere sempre graduale, spontaneo e senza alcuna pressione.
“Tosare il pelo a zero lo aiuta a soffrire meno il caldo”
❌ Falso! Il mantello del cane funziona come un isolante termico naturale, proteggendolo sia dal freddo sia dal calore estremo. Tosare il pelo troppo corto espone la pelle a scottature solari, colpi di calore e punture d’insetto. Per aiutarlo a traspirare, la soluzione migliore è spazzolarlo regolarmente per rimuovere il sottopelo in eccesso.
“Se il cane fa spesso il bagno al mare o al lago, l’antiparassitario non serve”
❌Falso! L’acqua dolce del lago e l’acqua salata del mare non eliminano pulci, zecche e flebotomi (i vettori della leishmaniosi). Anzi, le zone umide e lacustri sono spesso il loro habitat ideale.
Inoltre, i bagni frequenti e i lavaggi dopo il mare possono ridurre l’efficacia di alcuni tipi di antiparassitari topici (come le fialette spot-on), rendendo la protezione ancora piĂą critica. Per chi va in vacanza al mare o al lago, la scelta del prodotto giusto (collaudato per la resistenza all’acqua o in formulazione orale) e il rispetto dei tempi di applicazione prima del bagno sono fondamentali per evitare punture e infezioni gravi.
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“Correre e scavare sulla spiaggia per ore è il modo migliore per stancarlo”
❌ Falso! L’eccesso di stimoli visuali, la frenesia della spiaggia e l’attivitĂ fisica prolungata sotto il sole non “stancano in modo sano” il cane, ma rischiano di mandarlo in over-arousal (iper-eccitazione). Questo stato di stress accumulato può portare a comportamenti reattivi o a un’incapacitĂ di riposare anche quando si torna in alloggio. Molto meglio proporre sessioni brevi di ricerca olfattiva o passeggiate calme nei momenti meno affollati.

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